L’assuefazione

I giornali francesi e spagnoli mettono nei titoli di testa la notizia delle intercettezioni telefoniche di massa effettuate dall’agenzia di controlo americana sulle utenze di quei paesi e le “vibrate proteste” dei governi di Parigi e Madrid. Probabilmente c’è anche un gioco delle parti, ma l’esibizione di indiganzione a difesa della privacy dei cittadini testimonia del fatto che questo è un valore considerato rilevante e degno di tutela politica. In Italia, dove le inetecettazioni americane si sono svolte a quel che pare con la stessa intensità impiegata negli altri paesi europei di qualche rilievo, tutto tace.
22 OTT 13
Ultimo aggiornamento: 13:10 | 16 AGO 20
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I giornali francesi e spagnoli mettono nei titoli di testa la notizia delle intercettezioni telefoniche di massa effettuate dall’agenzia di controlo americana sulle utenze di quei paesi e le “vibrate proteste” dei governi di Parigi e Madrid. Probabilmente c’è anche un gioco delle parti, ma l’esibizione di indiganzione a difesa della privacy dei cittadini testimonia del fatto che questo è un valore considerato rilevante e degno di tutela politica. In Italia, dove le inetecettazioni americane si sono svolte a quel che pare con la stessa intensità impiegata negli altri paesi europei di qualche rilievo, tutto tace. Il Copasir ha mandato una stanca richiesta al governo di fornire informazioni, il governo prepara il solito comunicato ambiguo.
La ragione è evidente: i cittadini italiani, sottoposti da decenni a una massa di intercettazioni giudiziarie impressionante, con conseguente pubblicazione di particolari riservati della vita privata sulla stampa, sono ormai avvezzi alla mancata tutela della loro riservatezza. Il fatto che le intercettazioni americane rimangano in qualche archivio oltre Atlantico senza finire sulle pagine di qualche giornale sembra addirittura rassicurante. I soliti mozzorecchi spiegheranno che le intercettazioni giudiziarie sono sacrosante, che la loro pubblicazione avviene per canali misteriosi e imperscrutabili, e che alla fin fine se uno non ha niente da nascondere non ha niente da temere. E’ una infame negazione di un diritto costituzionale, ma fa impressione il fatto che ormai ci sia un’assuefazione talmente diffusa a questa violazione che non ci si fa più nemmeno caso, con qualche eccezione ideologica dei più accaniti antiamericani, ma questa è un’altra storia.